GIORNATE PROMOZIONALI
Advertisement
GIFT CARD
Advertisement
SEGUICI SU

Conosci la regola dei 5 secondi?

Conosci la regola dei 5 secondi?

Conosci la regola popolare per cui il cibo caduto a terra rimane incontaminato dai batteri se raccolto entro cinque secondi?

Ci dispiace comunicarti che la regola dei cinque secondi non vale!
Almeno, non vale sempre: la velocità alla quale i batteri migrano sul cibo caduto a terra non dipende soltanto dal fattore tempo. E alcuni alimenti si contaminano in meno di un secondo.
Secondo uno studio dell’Università di Rutgers (New Jersey) c’entrano anche tipo di superficie e umidità.

La verifica degli scenziati

A questa regola credono così tante persone in tutto il mondo che gli scienziati hanno deciso di verificare quanto ci fosse di vero.

Basandosi sulla popolare convinzione che i microbi abbiano bisogno di tempo per migrare dal suolo a un alimento,  i ricercatori hanno replicato migliaia di cadute di cibo in laboratorio.

Il pericoloso batterio 

I ricercatori si sono soffermati sul batterio Enterobacter aerogenes, molto simile alla Salmonella, che vive nel tratto intestinale umano. Questo batterio può essere molto pericoloso per la salute dell’organismo perchè può provocare infezioni del tratto urinario, delle vie respiratorie, della pelle.
Le ricerche sono durate mesi e mesi ed ogni test effettuato su questo batterio è stato ripetuto per almeno 20 volte per ogni tipo di superficie e alimento.

Pane, burro e caramelle

Sulle quattro superfici classiche di una casa (piastrelle di ceramica, acciaio inossidabile, legno e tappeti) sono stati lasciati cadere un pezzo di anguria, pane, pane e burro o una caramella gommosa.
Il cibo è rimasto al suolo per quattro diverse quantità di tempo (meno di un secondo oppure 5, 30 o 300 secondi) e tutte le superfici sono state contaminate con il batterio.

I batteri non hanno le gambe

I batteri si muovono con l’umidità: più il cibo è umido, maggiore è il rischio, quindi, il trasferimento dei microbi sul cibo è apparso legato soprattutto all’umidità degli alimenti, con l’anguria in cima alla lista e le caramelle gommose all’estremo opposto. Anche il tipo di superficie, e quindi il tipo di contatto tra suolo e alimento, è stato determinante: sorprendentemente, i tappeti sono apparsi meno “pericolosi” di acciaio e piastrelle, mentre il legno ha dato risultati contrastanti. La durata del contatto ha influito sulla contaminazione, ma solo nel senso che a durata maggiore corrisponde un più alto rischio: la combinazione superficie-umidità è infatti bastata a contaminare alcuni alimenti in meno di un secondo, in barba alla presunta regola.

Attenti alle superfici umide

L’Escherichia Coli, la Salmonella e la Listeria amano gli ambienti umidi perché ne assorbono l’acqua necessaria per crescere e moltiplicarsi. E lo stesso discorso può essere ovviamente applicato anche in caso di superficie umida.

Al contrario, invece, una superficie asciutta non sarà fonte eccessiva di problemi se si rispetteranno i canonici 5 secondi: un piccolo gruppo di batteri si anniderà comunque istantaneamente sul pezzo di cibo, ma minore sarà il tempo di ‘recupero’, minore sarà anche il rischio di incappare in qualche pericolo.

Il pericolo in cucina

A differenza di quello che si potrebbe pensare, i marciapiedi cittadini non sono le zone più pericolose: i pavimenti delle cucine sono i peggiori ricettacoli di patogeni, in quanto dimora per i più pericolosi batteri, quelli del cibo non ancora cucinato.

Ma quanti batteri!

Ricordiamo sempre che i batteri sono tanti. Milioni, anzi miliardi. È stimato che ce ne siano 7,2 miliardi soltanto, ad esempio, sulla spugna con cui puliamo i piatti in cucina. Moltissimi altri vivono perennemente nella nostra bocca (100 miliardi circa), e cento milioni di miliardi sono quelli ospitati dal nostro apparato digerente.

Alla Salmonella bastano 10 batteri per infestare un intestino, mentre meno di 100 E. coli sono sufficienti a creare un certo numero di patologie che vanno dalla semplice gastroenterite a malattie ben più gravi.

Quindi, se cade il cibo meglio buttarlo! Non si sa mai!

 

Le informazioni fornite in questo articolo hanno natura generale e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *